"L'educazione all'indipendenza.
Non si può essere liberi se non si è indipendenti; quindi al fine di raggiungere l'indipendenza, le manifestazioni attive della libertà personale debbono essere guidate fin dalla primissima infanzia. Dal momento in cui vengono svezzati, i piccoli si mettono in cammino lungo la rischiosa via dell'indipendenza.
Che cosa significa un bambino svezzato? Un neonato che si è reso indipendente dal seno materno. Lasciata questa unica fonte di nutrimento, egli saprà scegliere fra un centinaio di pappe, il che vale a dire che i suoi mezzi di sussistenza si saranno moltiplicati; il bambino sarà capace di scegliere, mentre dapprima doveva limitarsi ad un'unica forma di nutrimento.
Però è ancora un essere dipendente, perchè non è capace di camminare, di lavarsi o di vestirsi, e non può chiedere ciò che vuole in un linguaggio intellegibile. Egli è lo schiavo di tutti. Comunque, all'età di 3 anni, il bambino dovrebbe essersi fatto in gran parte indipendente e libero."
Mi ha colpito molto questo paragrafo del libro "Educare alla Libertà" di Maria Montessori - Ed. Mondadori.
Si spendono parole ogni giorno sull'educazione dei figli, ma in quanti teniamo conto realmente della loro "libertà" e "indipendenza" ?
Non si parla di indipendenza fisica, legata dunque ai gesti o agli spazi, ma di indipendenza mentale, la possibilità dunque di un bambino di trovarsi di fronte ad un "problema" da risolvere e dargli lo spazio necessario per provarci da solo, senza fare il genitore o l'educatore che soccorre, ma lasciando che il bambino elabori da solo la sua soluzione. In questo modo il nostro ruolo sarà quello di osservare, essere presente ma educare il bambino alla libertà e all'indipendenza. Questo fara in modo che il bambino si senta "protetto" ma comunque libero ed infine orgoglioso di aver raggiunto un risultato con le sue proprie forze!!! Quale felicità!!!